
Tigelle (o crescentine)
La storia della Tigella nasce in tempi antichissimi, quando nelle case contadine dovevano tirare avanti famiglie povere, e quasi sempre numerose. Dai castagneti si prelevava in profondità l'argilla pura, che veniva mescolata con terra refrattaria e una speciale pietra tritata. Con l’acqua venivano fatti dei dischi, cotti e temperati sotto la cenere ardente: questi si chiamavano tigelle. A questo punto, la tigella veniva messa sulle braci del camino a scaldarsi, e con la famiglia riunita si cominciava la cottura delle crescentine, piccoli dischi di pasta. Il metodo di cottura avveniva a strati, infatti sopra una prima tigella calda veniva messa una foglia di castagno essiccata , poi la crescentina, una foglia di castagno e così via, fino a formare una piccola torre vicino al focolare. Al termine della cottura le crescentine, che con il tempo sono state chiamate tigelle, venivano tolte e consumate ben calde. Si gustano tipicamente con salumi, formaggi, con la tipica “cunza” (un trito di Pancetta o Lardo con Aglio e Rosmarino), oppure a colazione, o merenda, con marmellata o miele.
Procedimento
Per questa ricetta, possiamo usare sia la planetaria , che lavorare a mano.
Mescoliamo insieme le farine, poi aggiungiamo il latte e il lievito.
Giriamo ancora, poi mettiamo lo strutto e mescoliamo ancora.

Impastiamo per bene, versiamo olio e acqua a filo, poi il sale; lavoriamo l’impasto su un piano leggermente infarinato se a mano, per circa 5-7 minuti, finchè non diventa liscio ed elastico, compatto ; mettiamolo a riposare coperto e al buio, per 2 ore circa.


Dopo la lievitazione, mettiamo l’impasto in frigorifero in una ciotola capiente, coperto dalla pellicola, per almeno 8 ore.
Una volta trascorso il tempo di lievitazione, ristendiamo l’impasto su un piano leggermente infarinato , dello spessore di circa 5 mm.

Ricaviamo con un coppapasta di circa 7-8 cm di diametro le tigelle, e continuiamo così finchè l'impasto non si esaurirà.
Riscaldiamo una pentola per piadine/crepes apposita antiaderente (se non abbiamo la tigelliera) e le cuociamo a fuoco dolce, finchè non si dorano da entrambi i lati.



Mettiamole in un canovaccio ,in modo che continuano a cuocersi dentro e rimangano morbide, prima di servirle a tavola.

