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Tutorial: Il sugo fatto in casa

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Ingredienti

Modifica calcolo porzioni:
Pomodori
Cipolla
Aglio
Erbe aromatiche varie
Sale

Tutorial: Il sugo fatto in casa

Caratteristiche:
  • Senza glutine
  • Senza lattosio
  • Senza Uova
  • Vegetariano
Tipo Cucina:

I sughi fatti in casa sono fra i più buoni in assoluto.
Possiamo crearne sempre nuovi e diversi, ma sempre tutti buoni !
Soprattutto se i pomodori provengono dal nostro orto....

  • Per 4 persone
  • Facile

Ingredienti

Procedimento

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Nel sito ci sono molte ricette basi per fare svariati sughi, qua vorrei solo far vedere i vari passaggi della preparazione del sugo base, e parlare di qualche curiosità su di esso.

Per le aggiunte di vari ingredienti, leggiamo sempre le ricette.

Ma , prima di tutto, ricordiamoci di sterilizzare i vasetti, sempre seguendo il tutorial presente nel sito.

  • Prima di tutto laviamo i pomodori, e li mettiamo in una pentola alta, li ricopriamo con l’acqua.

 

 

 

  • Portiamo a bollore l’acqua, poi li sbollentiamo massimo 5 minuti a fuoco basso. Quando la pelle si starà “staccando”, spegniamo il fuoco e sgoccioliamo i pomodori.

 

 

  • Tiriamo via delicatamente la pelle e le loro teste.

 

  • Ora possiamo scegliere di tenere i semini, oppure tirarli via…a noi la scelta in base al gusto e alla digestione.

 

 

 

  • Seguiamo le ricette per la modalità di cottura.

 

 

 

 

Il sugo fatto in casa, è il Re delle conserve: è in grado di racchiudere tutto il sapore dei pomodori appena raccolti, si prepara in estate quando il sole rende maturi questi ortaggi così preziosi per la nostra salute.

Una conserva perfetta per riportare in tavola, durante l’inverno, il sole, i colori e i profumi della stagione estiva. Il procedimento richiede tempo, ma preparare in casa il sugo di pomodoro non solo permette di assaporare un prodotto nutriente e sano, privo di conservanti ma anche di risparmiare sui costi della spesa.

 

 

Sugo con aglio o cipolla?

Grande dilemma che spesso ci affligge: nel sugo con la passata di pomodoro è meglio mettere l’aglio o la cipolla? Oppure entrambi? Anche qui entra in campo il gusto personale, ma in realtà hanno sapori diversi.

L’aglio, col suo sapore deciso, è infatti da preferire in caso di sugo con pomodoro fresco, o comunque nei sughi che prevedono una cottura piuttosto breve.

La cipolla invece si presta benissimo alla preparazione di sugo fatto con la passata di pomodoro, a cui si possono aggiungere poi anche altri ingredienti. In particolare la cipolla rende molto meglio, col suo sapore dolce, nei sughi a lunga cottura.

Se poi volete raggiungere un compromesso, potete mettere nel soffritto sia aglio che cipolla, oppure utilizzare dello scalogno.

Se poi lo preferite, potete addirittura fare un sugo senza nè aglio nè cipolla, ma entrambi questi ingredienti , infatti, hanno un valore aggiunto da non sottovalutare a livello di sapore.

 

 

Storia del sugo di pomodoro

Uno dei condimenti principi della cucina italiana ha una storia antica e avventurosa, cominciata ancora prima della scoperta delle Americhe.

Come è nato il sugo di pomodoro?

Il sugo di pomodoro è probabilmente uno dei condimenti per pasta più comuni e caratterizzanti della cucina italiana: della ricetta base esistono infinite versioni, con la passata, con la polpa di pomodoro o con i pomodori pelati, chiunque sa prepararlo ed ognuno ha il suo segreto.

Da dove arriva e quale è la storia del sugo di pomodoro?

Si tratta di una storia lunga e avventurosa: basti sapere che il pomodoro non è sempre stato un alimento così comune sulla tavola italiana.

Anzi, il sugo di pomodoro vero e proprio ha meno di due secoli, almeno nella sua versione italiana.

 

 

Il pomodoro e la scoperta dell’America

Il pomodoro non è un ortaggio originariamente europeo, e fino alla scoperta dell’America da queste parti nessuno ne sospettava l’esistenza. I pomodori vennero infatti portati in Europa per la prima volta nel ‘500, appunto dopo il primo dei conquistatori spagnoli, nelle terre del Nuovo Mondo.

In seguito il pomodoro venne chiamato “pomo d’amore” , per via della sua forma che poteva ricordare gli organi sessuali, ma anche per il fatto che un tempo era considerato afrodisiaco.

Ma questo “strano” frutto veniva chiamato anche “pomo d’oro”, in riferimento alla varietà di pomodori di colore giallo all’epoca molto diffusi.

La prima “ricetta” del sugo di pomodoro (in realtà del tutto scollegata dal sugo nostrano) è da attribuire agli aztechi, che preparavano una salsa fatta con peperoncini rossi e verdi, semi di zucca, pomodori, cipolle e spezie varie.

Testimonianze di questa tradizione culinaria , ci arrivano da vari testi dell’epoca (inizio ‘500) redatti da missionari europei, che si recavano in viaggio in questo misterioso Nuovo Mondo.

 

 

Il pomodoro: afrodisiaco o velenoso?

In un primo momento, tra i cibi importati dalle Americhe, si affermano subito patate e peperoncino.

Il pomodoro viene inizialmente bistrattato perchè addirittura considerato nocivo, e in un primo momento viene coltivato nientemeno che come una pianta ornamentale. E anzi per tutto il corso del ‘500 e del ‘600 lo ritroviamo nelle pozioni degli alchimisti, con funzione afrodisiaca.

Intanto però il clima mediterraneo si era dimostrato ottimale per coltivare il pomodoro, specie nel sud Italia. Non possiamo sapere precisamente come, ma a un certo punto il pomodoro è riuscito a passare da pianta ornamentale a pianta “da frutto”.

A quanto pare è stato nel corso del ‘600 che il pomodoro è arrivato sulla tavola, e questo è accaduto principalmente alla corte di Francia e in quel di Napoli. Con la differenza che nell’allora città borbonica il pomodoro era diventato un cibo popolare, amatissimo dalla gente comune, anche per il suo essere estremamente economico e reperibile.

La prima comparsa del pomodoro in un ricettario pubblicato in Italia, avviene proprio a Napoli, e risale alla fine del ‘600, quando il marchigiano Antonio Latini pubblica la raccolta di ricette “Scalco alla moderna”. Il pomodoro però non viene ancora usato per condire la pasta, ma viene cucinato da solo, o come salsa per condire tutta una varietà di cibi, tra cui soprattutto piatti di carne. Da qui in poi e per tutto il ‘700, il pomodoro diventerà un alimento consumato sempre più largamente in Italia, a giudicare dalla frequenza in cui compare su svariate pubblicazioni culinarie.

 

 

Il sugo e la pasta al pomodoro

Almeno fino a inizio ‘800 i “maccheroni” venivano conditi quasi unicamente con del formaggio grattugiato (il proverbiale cacio sui maccheroni).

Ma è proprio all’inizio del secolo – con ogni probabilità – che si comincia ad adottare la consuetudine di affiancare il pomodoro alla pasta. La prima ricetta messa per iscritto risale infatti al 1839, e viene inserita dal napoletano Ippolito Cavalcanti nel suo volume “Cucina casareccia in dialetto napoletano”. Quella descritta dal Cavalcanti è una ricetta estremamente semplice, fatta con pomodoro, sale, pepe e olio, e in larga parte simile alla ricetta del sugo di pomodoro fresco che mangiamo ancora oggi.

Sempre negli stessi anni, come evoluzione dotata di pomodoro della gricia, nasce la pasta all’amatriciana.

Nel giro di qualche decennio la salsa di pomodoro arriva a condire anche un’altra pietanza comunissima nel capoluogo campano, e cioè la pizza. E infatti è proprio nel corso dell’800 che vengono introdotte la pizza marinara e la pizza margherita.

Sempre nel corso dell’800, il pomodoro e in particolare la salsa di pomodoro, da Napoli  arrivano a diffondersi nel resto d’Italia, fino ai confini dell’Impero Austro-Ungarico. E ad oggi il sugo di pomodoro è indubbiamente uno dei simboli indiscussi della cucina italiana.

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Nadia Maffioli

Una mamma pazza con tante idee per la testa, tanti hobbies dove metto tutto il mio amore e passione, tra cui la cucina !!!

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